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La Moda secondo NoiBlogger

Occhiali da sole: semplicemente irresistibili!

 

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Oggetto di culto, gli occhiali da sole sono assolutamente indispensabili. Necessari per assumere un’aria di mistero. Irrinunciabili per nascondere occhiaie e segni di una notte insonne (stratagemma adoperato soprattutto dalle fashion party).

Imprescindibili per scrutare e per farsi notare. Gli occhiali sono diventati veramente irrinunciabili, ama non più per proteggersi dal sole: sono ormai fondamentali per definire e personalizzare il look di ciascuno. Ogni stilista non può tralasciare di creare una linea di sunglasses ogni stagione. Sarebbe impensabile.
Ma quest’anno gli occhiali da sole devono farsi e farvi assolutamente notare. Grandi, colorati, misteriosi per assumere un’aria da diva.
Griffatissimi e sempre di alta qualità gli occhiali da sole sono assolutamente voluti da tutti. Via le montature super sottili. Largo alle montature dorate e argentate purché lavorate e impreziosite da applicazioni bijou.
Fra le ultime tendenze non possono certo mancare le lenti graduate, le lenti rotonde (stile John Lennon tanto per intenderci). Tornano le montature coloratissime e di plastica in voga negli Anni Settanta. Assolutamente chic e trendy le montature oversize. Resistono gli intramontabili modelli da aviatore, tornano le montatura color tartaruga Le gemelle Mary Kate e Ashley Olsen adorano gli occhiali da sole anche di sera, con le lenti oversize che nascondono buona parte del viso.

I divi godono del mistero ed ecco apparire occhiali da sole enormi sul volto di Zac Efton per nascondere la timidezza.  Per Denise Richards, Lindsay Lohan e Nicolette Sheridan diventano strumento indispensabile per acquisire un’aria misteriosa da diva. Tornano le montature quadrate viste soprattutto sul volto della grintosa Gwen Stefani, signora Rossdale. Immancabili i Ray Ban Wayfarers che da oltre due anni hanno spopolato a Hollywood.

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Li scelgono la regina delle icone Kate Moss (che li adora bianchi oppure rossi), l’attore di O.C. Adam Brody e naturalmente Sienna Miller che li sceglie dai colori choc, rossi o verdi. Stessa identica scelta anche per il nuovo bello del cinema italiano, Riccardo Scamarcio che copre spesso i suoi occhi azzurrissimi con lenti scure.
L’altro famosissimo modello Ray-Ban, gli Aviators, sono sicuramente degli ever green. Li scelgono Angelina Jolie, la rinata Britney Spears, il timido Orlando Bloom, Ellen Pompeo (la dottoressa Grey di Grey’s Anatomy), ma anche Nicky Hilton (sorella della onnipresente Paris) e l’estrosa cantante Rihanna.
Aria sbarazzina e vezzosa per le montature colorate di Christina Aguilera, Lauren Conrad e Nicole Ritchie (ex amica inseparabile di Paris Hilton e neo mamma)  li sceglie con le lenti sfumate e a forma di cuore. Paris Hilton li vuole rosa naturalmente: grandi, a mascherina. L’attrice Misha Barton (Marissa di O.C.) li adora di colore celeste e dalla forma tondeggiante.

Un look sofisticato garantito dagli occhiali da sole vintage: li scelgono Victoria Beckham (che adora anche gli occhiali da sole enormi, da vera diva), Brad Pitt e Liv Tyler. Anche la nostrana Isabella Ferrari, protagonista dell’ultimo film di Ferzan Ozpetek, “Un giorno perfetto”, presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia adora gli occhiali da sole: li preferisce però classici, da diva, grandi e di forma rettangolare.

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Meglio ancora se con le lenti sfumate. L’attrice americana Jessica Alba, neo mamma opta molto spesso per gli occhiali firmati Salvatore Ferragamo: una montatura chic, raffinata ed elegante. Anche la scatenata cantante Fergie adora gli occhiali da sole soprattutto se enormi, da diva, scuri e ricchi di strass. Perfetti quelli di Dolce&Gabbana. Occhiali da sole, vera ossessione.

Si vocifera che Kanye West abbia speso addirittura 15 mila dollari per comprare 50 paia di occhiali da sole Carrera, il suo marchio preferito. Il noto cantante avrebbe speso l’ingente somma per assicurarsi di essere il primo, negli States, ad indossare quel particolare modello di occhiali. Kristin Davis (Charlotte di Sex&The City) e l’attore premio Oscar Matt Damon hanno scelto due modelli molto discreti: Quando si è una star forse si può anche ignorare la moda.

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I love Manolo Blahnik

I love Manolo Blahnik

Che fosse uno dei creatori di calzature per donne più alla moda lo sapevamo. O forse no. Di sicuro dopo l’ondata travolgente della serie “Sex and the city” il nome di Manolo Blahnik si è consacrato definitivamente agli occhi dell’intero cosmo della moda come lo stilista per eccellenza del piede femminile, arrivando ad essere definito la quinta star della serie dopo le quattro attrici protagoniste.
Sì, perché non c’è puntata delle sei stagioni di “Sex and the city”in cui un bel paio di eleganti Manolo Blahnik non facciano da  cameo.

Carrie Bradshaw primadonna della fortunata serie, alias Sarah Jessica Parker, ne è letteralmente dipendente e questa passione è stata trasmessa in modo prorompente a tutte le fan e non.
Raffinate, glam e note per i loro tacchi altissimi (anche se lo stilista propone modelli più sobri con tacchi bassi e comodi) le scarpe di Manolo Blahnik sono create in modo minuzioso, impreziosite con tessuti come il raso, il camoscio e arricchite da accessori quali strass, pietre dure, glitter, maglie e catene di metallo brunito, dorato e argentato, dai mille colori e stampe.
I love Manolo Blahnik
Alcuni modelli sono dei veri e propri pezzi unici nel loro genere, diventati addirittura un cult come il modello  Continua..

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Milano Moda Uomo estate 2009

Milano Moda Uomo estate 2009

L’era dell’uomo in carriera grintoso, che non deve chiedere mai, sempre attento a non perdere lo smalto del manager rampante è finita. La prossima primavera – estate 2009 esigerà un uomo sobrio, rilassato e disposto ad affrontare il tran tran quotidiano con la massima calma.
Quando parliamo di relax è inevitabile il richiamo all’oriente, in particolare all’India, paese dal fascino indiscusso, sinonimo di spiritualità, luogo culto dello Yoga, la cui pratica ha preso piede anche in occidente.
E proprio in uno scenario fatto di colori caldi, profumi speziati e atmosfera mistica che si è svolta la sfilata di Giorgio Armani a Milano, presso il teatro progettato Continua..

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Arrivano le “charity bag”: belle, colorate, comode e… generose!

Arrivano le “charity bag”: belle, colorate, comode e… generose!

La moda per stupire, la moda per abbellire e arricchire il nostro look e renderlo sempre all’avanguardia con i numerosi trend ma oggi la moda anche per aiutare.
Stiamo parlando di una nuova ondata fashion che ha travolto per primo uno degli  accessori più amati dall’universo femminile: la borsa.
Conosciute come “charity bag” sono le borse finalizzate alle cause benefiche. Sì, perché acquistandone una parte del ricavato verrà devoluto in beneficenza .
Le prime avvisaglie di questa nuova tendenza sono giunte a noi dalle fashionist d’oltreoceano che hanno esordito sfoggiando per le strade la Feed Bag, una borsa shopper, ecologica, double face, realizzata con fibre di juta grezza, materiale tessile naturale che si ricava dalle piante.
Creata dalla modella Lauren Bush (nipote di Gorge W. Bush) il suo acquisto contribuisce a sostenere il World Food Programme che si occupa di sfamare e finanziare per un anno intero l’istruzione scolastica di un bambino (www.worldfeedbag.org). Sulle orme di questa interessante idea modaiola anche in Italia si è scatenato un fitto processo di sensibilizzazione e allora  ecco Yamamay con la sua linea di punta della Primavera Estate 2008 Yamazonia che sostiene la Fundação Amazonas Sustentável per la salvaguardia di 1.600.000 kmq di foresta Amazzonica.

Arrivano le “charity bag”: belle, colorate, comode e… generose!
Nei punti vendita Yamamay è possibile con un solo euro acquistare una borsa di juta, un maggiore  utilizzo di questo materiale naturale contribuirebbe  a proteggere gli alberi ed evitare i nocivi disboscamenti poiché la juta è una pianta che si riproduce facilmente.
Una eccellente fusione di design e tutela per l’ambiente sono le Carmina Campus  create da Ilaria Venturini Fendi (nipote della celebre Anna) realizzate da artigiani esperti che producono perfetti connubi tra materiali poveri come la plastica, scarti di ferramenti, vecchi tappeti, copertoni di camion e tecniche di assoluta precisione dando vita a piccole opere d’arte.
Parte del ricavato delle Carmina Campus (anche se il prezzo non è proprio alla portata di tutti i portafogli) è destinato all’Aidos, (Associazione italiana donne per lo sviluppo) che difende la salute delle donne del terzo mondo sostenendo la lotta contro l’infibulazione (assurda pratica di mutilazione dei genitali femminili).
Si chiama “Piena di vita” la borsa del marchio leader italiano Carpisa presentata in occasione della manifestazione CONVIVIO tenutasi il 12 giugno scorso a Milano. Questa borsa dal nome Continua..

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Valentino: un uomo che ha fatto la storia della moda italiana

un uomo che ha fatto la storia della moda italiana

Valentino Clemente Ludovico Garavani, meglio conosciuto come Valentino, è uno degli stilisti italiani più famosi nel mondo. La sua è una moda elegante, raffinata invidiata da tutti gli altri designer.

Valentino è un vero e proprio artista, che è riuscito a fare della sua arte virtù creando un vero impero che porta il suo nome. Nasce nel lontano 1931nella città di Voghera e nel 1959, dopo vari studi che lo portano anche in Francia, riesce ad aprire il suo primo atelier a Roma in via condotti.

È la nascita di un mito, il suo nome è sinonimo di classe e signorilità e dagli anni settanta in poi le donne più belle del mondo faranno a gara per indossare i suoi abiti, e i più richiesti saranno gli originali rosso Valentino, realizzati in una sfumatura di rosso molto particolare ideata da lui personalmente e ottenuta mescolando il carminio , il porpora ed il rosso di cadmio, un colore che è il fiore all’occhiello per la sua maison.

All’apice del successo il 4 settembre del 2007, Valentino dice addio al mondo della moda e dopo 45 lunghi anni di onorata carriera, decide di lasciare la sua griffe nelle mani dell’emergente Alessandra Facchinetti (figlia di Roby Facchinetti dei Pooh).

Molte le aspre critiche per la sua decisione e soprattutto per il passaggio del testimone alla giovane stilista, la sua scelta è stata un fulmine a ciel sereno, ma c’è chi apprezza tale fermezza e la giudica come un atto di profondo coraggio (molto spesso assente), i grandi miti che lasciano spazio ai nuovi artisti della moda rischiando di giocarsi la carriera sono pochi e Valentino è uno di quelli ed anche per questo che è, e rimarrà un grande, di certo la sua scelta di lasciare la creatività dell’azienda in mani della facchinetti non sarà stata casuale.

Aspetteremo la nuova collezione con un pizzico di malinconia

VIAGGIARE ALLA MODA

VIAGGIARE ALLA MODAIn treno, moto o bici. Senza assicurarsi il comfort di alberghi o prevedere le tappe del percorso, lasciandosi affascinare da luoghi e culture. O ispirandosi a grandi rotte del passato.

L’ultimo trend delle vacanze è viaggiare all’antica, dalla scelta della meta ai souvenir. Sono sempre di più le persone che vogliono uscire dagli schemi del turismo organizzato per cercare angoli incontaminati. Come i viaggiatori di fine Ottocento ma anche i nostri nonni.

Varie le proposte. Dalla “Via del ritorno” di Marco Polo a Transandina e Transamazzonica, appena introdotte in catalogo. Per esperienze di questo tipo occorre un bagaglio ad hoc. A partire dal taccuino.

Che sia da riempire con disegni e appunti, come quelli di Moleskine, o tutto da leggere. Tornano in libreria i carnet di viaggio, libri da collezione riccamente illustrati. Sono piccoli capolavori, tra pitture e filosofia, quelli di Stefano Faravelli pubblicati da Edt, da “India, per vedere l’elefante” - itinerario nei luoghi sacri di più stati, con splendidi acquerelli e appunti scritti a mano sulle tracce di un Paese antico, su cui aleggia, però, lo spettro Continua..

L’ABITO DA SPOSA COSI’ COME LO VOGLIONO GLI STILISTI

L’ABITO DA SPOSA COSI’ COME LO VOGLIONO GLI STILISTIQualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato, qualcosa di azzurro e una moneta da sei pence nella scarpa. Questo quanto dovrebbe indossare ogni sposa a Maggio, mese a lei dedicato, secondo un detto derivante dalla tradizione inglese.

Tuttavia per i futuri coniugi non occorrerà far altro che trarre ispirazione dai più grandi eventi fieristici del settore, come Roma Sposa, dal quale è emerso il decalogo del perfetto giorno del si, teso a valutare uno per uno tutti i presupposti per un matrimonio da favola, ovvero un matrimonio di tendenza.

Protagonista indiscusso dell’evento, neanche a dirlo, l’abito da sposa, che per il grande giorno questa volta si sceglie in versione gonna corta e bon ton o si presta a giocare rivestendosi di tanti stili quanto quelli ispirati alle antiche epoche, alla Grande Mela e perfino alle danze più passionali come il flamenco.

Osare dunque con un abito al ginocchio, dallo spirito sbarazzino secondo il trend più attuale, che nella genialità degli stilisti è però stemperato da un tocco di raffinatezza dispiegata in Continua..

VORREI…MA NON POSSO! MA SE POTESSI…VORREI VERAMENTE?

Spesso pensando a voce alta nella nostra mente ci capita di dirci: “Caspita! Se fossi la donna più ricca del mondo, questo vizio vorrei togliermelo!”

Persone che hanno possibilità monetarie molto alte riescono davvero a soddisfare i loro vizi più strani: ad esempio è noto che la pop star Madonna si faccia cambiare la tavoletta del water-closet ogni giorno.

Poi riflettiamo un attimo e diciamo “…Ma avrei davvero il coraggio di farlo?”.

Per un sorriso, per un sogno o per riflettere sul mondo consumistico che ci circonda, ecco qui di seguito una lista di alcune delle cose più costose del mondo e più stravaganti, per le quali serve davvero del coraggio!!!

Partendo dalla più costosa:

7.807.620 Euro: Reggiseno Fantasy Bra di Victoria’s Secret.

Moda e lusso sfrenato

Definirlo reggiseno significa sminuirlo!

In realtà, il capo, è un gioiello di impareggiabile valore: oro bianco, tempestato da 3000 diamanti e 22 rubini e un solitaire a 70 carati che pende tra le coppe.

Attualmente pare che solo la modella brasiliana più ricca del mondo, Gisele Bundchen, sia riuscita a indossarlo.

1.280.660 Euro: Monopoli di Sidney Mobell

Questo monopoli è stato ornato da un gioielliere di San Francisco di oro, diamanti, zaffiri e rubini. Questo passatempo, che già nel 1999 aveva conquistato il titolo di gioco da tavolo più giocato al mondo, è recentemente entrato nel Guinness dei Primati come il monopoli più costoso al mondo. Chissà quando costa una casa al Parco della Vittoria!!

1.152.000 Euro: Amour Amour

Se avete pensato ad un solitario, avete sbagliato strada. In questo caso il dono non è per la vostra fidanzata, ma per ill vostro tenero amico a 4 zampe. I Love Dogs Diamonds ha creato il collare più costoso al mondo ornandolo con 52 carati di diamanti, di cui alcuni dal peso di sette carati l’uno.

560.000 Euro: Penna di MontBlanc

monblanc penne di lusso

Questa penna creata da MontBlanc in collaborazione con Van Cleef e Arpels è composta da 840 diamanti e 20 carati di pietre preziose.

L’ideale per firmare assegni da capogiro!

91.000 Euro: Scarpe di Renè Caovilla Continua..

NUOVO STILE TECNOLOGICO

Tra presentazioni in grande stile e mirabolanti anteprime che si susseguono nel periodo tecnologicamente più caldo dell’anno, prosegue la guerra a colpi di alleanze, progetti e prototipi fra i grandi produttori del comparto tv.

Così, mentre impazzano modelli scintillanti per qualità visiva, livello di contrasto e densità di colori, a catapultare l’attenzione di esperti e consumatori è la tecnologia Oled (Organic Light Emitting Diode, che tradotto significa diodo organico ad emissione di luce, metodologia utilizzata finora solo per i display dei telefonini).

Capace di emettere luce propria, lo schermo Oled è molto più sottile di un corrispettivo Lcd e, elemento decisivo che ne dovrebbe determinare il futuro boom, consente una qualità visiva nettamente superiore grazie a un livello di contrasto e luminosità mai raggiunti.

Uno dei più importanti derivati della tecnologia Oled è l’E-Paper, il foglio di carta elettronico che punta a simulare le pagine di un quotidiano nel formato digitale.  Nonostante le convinzioni degli esperti, però, la produzione del giornale elettronico procede a rilento, anche perché bisogna fare i conti con gli alti costi di gestione e le fredde risposte dei consumatori.

Ciò non ferma comunque la corsa alla novità che vede trionfare Philips e LG. Grazie alla collaborazione euro-asiatica, infatti, è nato lo schermo flessibile di quattordici pollici, il primo sul mercato nel 2008: innovativo per Continua..

IL CENTRO COMMERCIALE: LUOGO DI ULTIMA TENDENZA

Victor Gruen, un ebreo viennese emigrato negli Stati Uniti nel 1938 è stato il primo a costruire un centro commerciale, a Minneapolis nel 1954.

Victor pensò di mettere insieme cose che fino a quel momento nessuno aveva mai messo insieme: i pesci, i negozi, l’aria condizionata e i parcheggi.

Concepì questa strana idea di mettere tutti i negozi al coperto, sotto un grande tetto, come fosse una casa. Con l’aria condizionata, perché ci si potesse andare sempre.

E con in mezzo una piazza, una piazza sotto un lucernaio. Nel centro della piazza mise una enorme vasca di pesci tropicali. I pesci forse non vi sembreranno importanti, ma danno l’idea di come questa nuova cosa (che poi si sarebbe chiamata Mall, agglomerato di negozi con un tetto sopra) volesse assomigliare ad un giardino, ad un Eden dello shopping, alla portata di tutti.

Il settimanale americano Time che all’epoca spedì un giornalista all’inaugurazione, scrisse entusiasta che il centro commerciale Southdale di Minneapolis era un parco, sotto una cupola, con un parcheggio.

Victor Gruen aveva inventato un prototipo. I libri di architettura non lo celebrano a dovere, ma è l’architetto più significativo del Novecento, non c’è dubbio.

Cinquanta e più anni dopo i centri commerciali si sono diffusi in ogni angolo del mondo, da Dubai a Tokyo, da Caserta a Castelfranco Veneto. E sono diventati un luogo dove la gente va a passeggiare.

Dove organizza le feste di compleanno dei figli. Dove passa la domenica con gli amici. Al centro commerciale si va più spesso per svagarsi che per comprare: shopping window lo chiamano gli americani, lo sport di guardare le vetrine.

Il centro commerciale è luogo di simbiosi, dove vai per guardare gli altri e vedere se ti somigliano. La somiglianza è molto importante, e si nota soprattutto in due cose basilari: il clima e le partite. Quando piove si riempie, quando c’è una partita si svuota.

Il centro commerciale è anche un posto rassicurante. C’è la piantina che ti dice, negozio per negozio, cosa troverai cosicché, nonostante la sua enorme estensione, non rischierai di perderti. Nessuna sorpresa, nessuno scorcio improvviso, nessun bar chiuso, nessun ingorgo, tutto sembra fare al caso tuo.

In ogni centro commerciale del mondo si replica la città: ci sono i lampioni, le strade, le piazze, i bar. In taluni ci sono addirittura delle case, dove la gente ci vive, si tratta per lo più di coloro che lavorano lì.

Su alcune panchine si danno appuntamento i ragazzi e le comitive che qui ci vengono a passare il pomeriggio facendo un salto al bar, alla sala giochi o al cinema. I più moderni centri commerciali sono infatti dotati anche di splendide multisala.

Coppie e famiglie popolano i corridoi infiniti dei negozi, che sono gli stessi identici negozi che troverebbero in una via qualunque della città, perché se il centro commerciale assomiglia alla città anche la città, ormai, assomiglia al centro commerciale.

Però qui entrano ed escono dai negozi con i carrelli della spesa, anche da Prada ci si può andare col carrello della spesa! Dentro i carrelli non c’è molto, poche le buste, molti, invece, i bambini. Se ne stanno accovacciati nei carrelli come in una macchina dell’auto-scontro, alcuni addormentati addirittura, e sognano tra Zara e l’Erbolario.

Ci sono persone che ci vanno sempre, una volta alla settimana, anche se non devono comprare niente, e finiscono comunque col mettere qualcosa nel carrello.

Si fanno mezz’ora di macchina per poca roba poiché sono affezionate all’atmosfera che il centro commerciale emana, o semplicemente adorano camminare.

 

Raffaella Calemme

 

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