Noi Blogger |

Fashion Victim

La Moda secondo NoiBlogger

IL CENTRO COMMERCIALE: LUOGO DI ULTIMA TENDENZA

Victor Gruen, un ebreo viennese emigrato negli Stati Uniti nel 1938 è stato il primo a costruire un centro commerciale, a Minneapolis nel 1954.

Victor pensò di mettere insieme cose che fino a quel momento nessuno aveva mai messo insieme: i pesci, i negozi, l’aria condizionata e i parcheggi.

Concepì questa strana idea di mettere tutti i negozi al coperto, sotto un grande tetto, come fosse una casa. Con l’aria condizionata, perché ci si potesse andare sempre.

E con in mezzo una piazza, una piazza sotto un lucernaio. Nel centro della piazza mise una enorme vasca di pesci tropicali. I pesci forse non vi sembreranno importanti, ma danno l’idea di come questa nuova cosa (che poi si sarebbe chiamata Mall, agglomerato di negozi con un tetto sopra) volesse assomigliare ad un giardino, ad un Eden dello shopping, alla portata di tutti.

Il settimanale americano Time che all’epoca spedì un giornalista all’inaugurazione, scrisse entusiasta che il centro commerciale Southdale di Minneapolis era un parco, sotto una cupola, con un parcheggio.

Victor Gruen aveva inventato un prototipo. I libri di architettura non lo celebrano a dovere, ma è l’architetto più significativo del Novecento, non c’è dubbio.

Cinquanta e più anni dopo i centri commerciali si sono diffusi in ogni angolo del mondo, da Dubai a Tokyo, da Caserta a Castelfranco Veneto. E sono diventati un luogo dove la gente va a passeggiare.

Dove organizza le feste di compleanno dei figli. Dove passa la domenica con gli amici. Al centro commerciale si va più spesso per svagarsi che per comprare: shopping window lo chiamano gli americani, lo sport di guardare le vetrine.

Il centro commerciale è luogo di simbiosi, dove vai per guardare gli altri e vedere se ti somigliano. La somiglianza è molto importante, e si nota soprattutto in due cose basilari: il clima e le partite. Quando piove si riempie, quando c’è una partita si svuota.

Il centro commerciale è anche un posto rassicurante. C’è la piantina che ti dice, negozio per negozio, cosa troverai cosicché, nonostante la sua enorme estensione, non rischierai di perderti. Nessuna sorpresa, nessuno scorcio improvviso, nessun bar chiuso, nessun ingorgo, tutto sembra fare al caso tuo.

In ogni centro commerciale del mondo si replica la città: ci sono i lampioni, le strade, le piazze, i bar. In taluni ci sono addirittura delle case, dove la gente ci vive, si tratta per lo più di coloro che lavorano lì.

Su alcune panchine si danno appuntamento i ragazzi e le comitive che qui ci vengono a passare il pomeriggio facendo un salto al bar, alla sala giochi o al cinema. I più moderni centri commerciali sono infatti dotati anche di splendide multisala.

Coppie e famiglie popolano i corridoi infiniti dei negozi, che sono gli stessi identici negozi che troverebbero in una via qualunque della città, perché se il centro commerciale assomiglia alla città anche la città, ormai, assomiglia al centro commerciale.

Però qui entrano ed escono dai negozi con i carrelli della spesa, anche da Prada ci si può andare col carrello della spesa! Dentro i carrelli non c’è molto, poche le buste, molti, invece, i bambini. Se ne stanno accovacciati nei carrelli come in una macchina dell’auto-scontro, alcuni addormentati addirittura, e sognano tra Zara e l’Erbolario.

Ci sono persone che ci vanno sempre, una volta alla settimana, anche se non devono comprare niente, e finiscono comunque col mettere qualcosa nel carrello.

Si fanno mezz’ora di macchina per poca roba poiché sono affezionate all’atmosfera che il centro commerciale emana, o semplicemente adorano camminare.

 

Raffaella Calemme

 

.

Aggiungi su OkNotizie

1 Commento »

Puoi lasciare una risposta, oppure fare un trackback dal tuo sito.


Una Risposta a “IL CENTRO COMMERCIALE: LUOGO DI ULTIMA TENDENZA”

  1. 1

    diggita.it dice:

    IL CENTRO COMMERCIALE: LUOGO DI ULTIMA TENDENZA…

    Victor Gruen, un ebreo viennese emigrato negli Stati Uniti nel 1938 è stato il primo a costruire un centro commerciale, a Minneapolis nel 1954.

    Victor pensò di mettere insieme cose che fino a quel momento nessuno aveva mai messo insieme: i pesci, i …

Lascia un commento




Il tuo commento:

Chiudi
Invia e-mail
©2008 Fashion Victim fa parte del network Noi Blogger
Powered by Wordpress & NoiBlogger.com